Data Revisione: 17 Febbraio 2011.
Partecipazione vs. Dominazione.
All'interno di un qualsiasi gruppo di individui della popolazione umana si possono avere tre tipi di relazioni organizzative:
- relazioni di dipendenza, relazioni verticali Top-Down, dove alcuni comandano e altri ubbidiscono, nel gruppo si instaura una gerarchia, alcuni detengono il sapere complessivo e passano agli altri solo le conoscenze necessarie per portare a termine i compiti loro affidati; chi sta in alto cura la progettazione, l'innovazione, la strategia, chi sta in basso si occupa dell'esecuzione, della routine, dell'operatività spicciola; le relazioni gerarchiche si affermano là dove più marcate sono le differenze nel controllo o nell'accesso alle risorse: si ottiene la partecipazione degli altri attraverso l'esercizio del comando in cambio dell'accesso controllato, ma vorrei dire elemosinato, alle risorse;
- relazioni di interdipendenza, relazioni orizzontali PeerToPeer, dove tutti gli individui del gruppo interagiscono tra loro creando interazioni circolari di vicendevole miglioramento, nel gruppo si instaura una eterarchia, le conoscenze sono diffuse a tutti gli individui del gruppo, i quali contribuiscono, ciascuno con le proprie competenze specifiche, ad elevare il sapere comune per raggiungere gli obiettivi assegnati al gruppo; le tecnologie informatiche consentono di connettere tutte le unità coinvolte nell'eterarchia senza la mediazione di controlli centralizzati ovvero gerarchici; cade la distinzione tra chi produce nuova conoscenza e chi sfrutta la conoscenza esistente, la conoscenza è distribuita, e il compito di esplorare nuove soluzioni a vecchi e nuovi problemi non è più appannaggio di pochi ma è diffuso a tutto il gruppo; le relazioni eterarchiche si affermano là dove meno marcate sono le differenze nel controllo o nell'accesso alle risorse ovvero dove l'accesso alle risorse è diffuso: si ottiene la partecipazione degli altri attraverso l'elaborazione di un progetto condiviso;
- relazioni di indipendenza, o, meglio, di indipendenza responsabile, con assenza di coordinamento gerarchico e assenza di collaborazione
eterarchica tra gli individui del gruppo; nel gruppo si instaura un'anarchia: gli individui del gruppo lavorano ciascuno per conto
proprio, sulla base delle proprie conoscenze, e, alla fine, portano i risultati ottenuti individualmente all'attenzione del
gruppo per essere valutati e approvati o scartati, come in un mercato. Ma attenzione! mercato è un termine equivoco;
un mercato, infatti, può essere organizzato sia come una gerarchia sia come una eterarchia:
- un mercato imperfetto è una gerarchia: gli attori più forti gestiscono le sorti degli attori più deboli;
- un mercato perfetto è una eterarchia: gli attori sono tutti preparati, anche se ciascuno con competenze distinte;
Nessuno di questi tipi di relazione è positivo o negativo in sé. Ogni tipo trova il suo momento applicativo corretto, a seconda del quadro socioculturale di riferimento, degli obiettivi da raggiungere, degli individui che partecipano al gruppo. Dove manca una conoscenza di alto livello diffusa il modello preferibile è quello gerarchico. Dove invece è presente una conoscenza di alto livello diffusa il modello preferibile è il modello eterarchico.
L'importante è che in entrambi i modelli di interrelazione (gerarchia ed eterarchia) gli attori dimostrino un senso di rispetto reciproco e di attenzione spontanea gli uni verso gli altri. Compito primario delle organizzazioni educative deve essere quello di curare l'attitudine al comportamento caring nei membri della comunità e della società.
Dove si ha la costituzione di una nuova società non il modello preferibile ma il modello più probabile è il modello anarchico in quanto si devono ancora costruire i legami di collaborazione, rispetto e mutua attenzione. Cominciando a costruire i legami di collaborazione, rispetto e mutua attenzione tra i membri della comunità e della società si può gradualmente passare da un modello anarchico ad un modello gerarchico e infine, investendo sull'istruzione delle persone, da un modello gerarchico ad un modello eterarchico.
Quando il quadro socioculturale di riferimento, gli obiettivi da raggiungere, il livello di conoscenze e il profilo morale e affettivo degli individui che partecipano al gruppo sono idonei per sviluppare relazioni di interdipendenza e caring, è evidente che la creazione di eterarchie è la scelta più efficace ed efficiente per la società e la scelta più rispettosa della dignità e dei sentimenti dei singoli individui che partecipano alla società. La decisione che scaturisce da un gruppo eterarchico è una decisione condivisa che non genera conflitti nella fase di esecuzione della decisione. La maggior lunghezza dei tempi nella fase decisionale è più che compensata dall'assenza di conflittualità nella fase esecutiva.
Modello Partecipativo.
Il modello partecipativo in campo politico ed economico è il modello che si basa sulla creazione di eterarchie per la fase di piano (planning), ovvero di analisi della realtà, di messa a fuoco delle alternative e di scelta delle alternative per il bene delle società, delle comunità all'interno delle società, e delle famiglie all'interno delle comunità.
Creare eterarchie vuol dire creare partecipazione tra i membri del gruppo eterarchico. La partecipazione si realizza nelle eterarchie e viceversa: le eterarchie vivono di partecipazione. Resta il fatto che oltre alla sfera mentale bisogna tener conto della sfera emozionale e quindi alla partecipazione bisogna sempre unire l'attenzione verso gli altri, bisogna sempre sviluppare anche le capacità che ci permettono di essere simpatici ed empatici.
La gestione delle risorse per mettere in atto il piano potrà poi essere condotta in forma anarchica, eterarchica o gerarchica, o in una qualche forma mista delle tre forme fondamentali, a seconda dell'ambiente socioculturale, dei compiti e delle persone a cui vengono assegnati i compiti.
Modello Dominatorio.
Il modello dominatorio, quello in cui ci siamo abituati a vivere, è il modello che si basa sulla creazione di gerarchie sia per la fase di piano (planning), ovvero di analisi della realtà, di messa a fuoco delle alternative e di scelta delle alternative per il bene delle società, sia per la gestione delle risorse per mettere in atto il piano. Nei modelli dominatori il lato caring è considerato del tutto superfluo. Nei modelli dominatori chi decide non è il popolo ma, nelle dittature, un mix di ricchi e militari, nelle democrazie, con controllo della magistratura debole o inesistente, un mix di ricchi e delinquenti (corrotti).
Un primo modo per temperare i modelli dominatori potrebbe essere quello di renderli caring.
Ma davvero è possibile temperare i modelli dominatori rendendoli caring? Forse è possibile nelle interazioni genitori - figli, perlomeno fino a quando i figli non diventano maturi (di solito tra i 14 e i 21 anni). Eccettuata questa situazione, non lo credo possibile fintantoché non cambiamo il modello educativo in senso caring.